MARTEDÌ 3 MARZO
14.30 - 16.30
AUDITORIUM
Cosa c'è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
La tradizionale impostazione rivolta all’export dell’economia italiana sta accelerando. Nella sostanziale stagnazione del PIL, la quota relativa all’export continua a crescere e si avvicina a quella della Germania. Il fenomeno è positivo in quanto permette di compensare la contrazione industriale interna, ma, come insegna il caso tedesco, comporta anche dei rischi. Occorre quindi mettere a fuoco le criticità di questo modello nuovo per le dimensioni quantitative per anticipare i movimenti futuri, tenendo presente il quadro economico mondiale, dove i dazi espliciti sono forse il minore dei problemi.
Main topics:
- Cosa traina l’economia italiana, tra forza strutturale e contingenze
- L’Italia nelle supply chain mondiali
- Le materie prime critiche interessano soprattutto all’Italia
- Che valore hanno i brand italiani
- I componenti dei brand italiani e la logistica
- La storia infinita dell’amore folle per il franco fabbrica
- All’industria non interessa la logistica: vero, falso o dipende?
Modera:
Massimo Marciani, Segretario Generale, Osservatorio TCR e Presidente, Freight Leaders Council
Saluti istituzionali
Fabrizio Clermont, Dirigente, Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Interventi
Materie prime critiche: esposizione dell’economia italiana e opportunità del Piano Mattei e dell’urban mining
Lorenzo Tavazzi, Senior Partner & Board Member, TEHA Group
Made in Italy: il valore nascosto. Perché acquisti e supply chain sono il vero motore del brand
Federica Dallanoce, Presidente Nazionale, Adaci
Il valore dei brand italiani
Massimo Pizzo, Senior Consultant, Brand Finance
Tavola rotonda
Industria e logistica: componente del valore del prodotto o balzello da minimizzare?
Partecipano:
Riccardo Fuochi, Amministratore Delegato, OLG International e Vicepresidente, Assologistica
Andrea Pagani, Head of Logistic & Customer Service, Haribo Italia
Emiliano Rota, CEO, Ceva Air & Ocean Italy
Mauro Solinas, External Relations Director, Tarros Group
Alberto Spinelli, Logistics and S&OP Manager, Latteria Soresina
Abramo Vincenzi, Amministratore Delegato e Co-fondatore, Accudire
Andrea Zantomio, Logistic Manager, Marcegaglia
Michele Zappella, Procurement & Logistic Senior Manager, Dole Italia
Clermont Fabrizio
Partecipa alla sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
Dirigente
Clermont Fabrizio
Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Dallanoce Federica
Made in Italy: il valore nascosto. Perché Procurement e Supply Chain sono il motore del brand
L’export italiano cresce e tallona quello tedesco, ma questo modello nasconde criticità. La resilienza del “Made in Italy” non nasce solo dal brand e dal prodotto finito, ma da una gestione strategica e invisibile della supply chain. Il Procurement non è un mero costo: è custode e creatore di valore.
Introduzione: ADACI rappresenta 1.500 soci e 1.100 aziende che osservano e guidano lo sviluppo delle filiere, posizionati a monte del processo. Misuriamo l’adattabilità di fornitori e supply chain, integriamo design di filiera, valutiamo innovazione e reverse logistics.
Pilastro 1: Dalla gestione delle materie prime alla resilienza (2 min)
Pilastro 2: La logistica non è un costo, ma parte dell’esperienza del brand
Pilastro 3: Il fornitore come partner, non controparte
Sintesi: Il Procurement garantisce resilienza, eleva l’esperienza del brand tramite logistica e costruisce ecosistemi di innovazione
Presidente Nazionale
Dallanoce Federica
Adaci
Fuochi Riccardo
Partecipa alle sessioni Opening Conference e Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
Presidente
Fuochi Riccardo
The International Propeller Club - Port of Milan
Marciani Massimo
Modera la sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
Segretario Generale e Presidente
Marciani Massimo
Osservatorio TCR e Freight Leaders Council
Pizzo Massimo
Il valore dei brand italiani
Come è percepito in generale il Made in Italy nel mondo? In quali geografie è più amato e dove è meno amato? Quali sono i marchi italiani più forti e quali quelli che generano maggiore valore grazie a immagine e reputazione? Quali fattori rafforzano il livello di influenza di un brand e quali dati economici ci indicano il valore del marchio? Verranno esposti i risultati della ricerca di Brand Finance condotta in 100 paesi sulla percezione del Made in Italy. L’analisi proseguirà con l’illustrazione delle Top 10 2025 relative ai marchi italiani classificati in base al valore del trademark e in relazione al valore d’impresa.
Senior Consultant
Pizzo Massimo
Brand Finance
Rota Emiliano
Partecipa alla sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
CEO
Rota Emiliano
Ceva Air & Ocean Italy
Solinas Mauro
Partecipa alla sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
External Relations Director
Solinas Mauro
Tarros Group
Spinelli Alberto
Partecipa alla sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
Logistics and S&OP Manager
Spinelli Alberto
Latteria Soresina
Tavazzi Lorenzo
Materie prime critiche: esposizione dell’economia italiana e opportunità del Piano Mattei e dell’urban mining
Senior Partner & Board Member
Tavazzi Lorenzo
TEHA Group
Vincenzi Abramo
Partecipa alla tavola rotonda nella sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
Partecipa anche alla sessione Commercio estero, dogane, digitalizzazione: il nodo dei controlli per trattare di quanto segue.
Digital shipping, compliance, dogana digitale e trade finance: la svolta definitiva
La digitalizzazione del commercio estero non è più una scelta, ma una necessità normativa e competitiva. Con l’entrata in vigore del Regolamento UE 2020/1056 (eFTI), l’adesione italiana al Protocollo e-CMR (Legge 37/2024), le nuove sanzioni IVA sulle cessioni intra-UE e la piena digitalizzazione doganale, la certezza del dato diventa centrale. Il nodo dei controlli è oggi infrastrutturale: chi non governa digitalmente i flussi lungo la filiera non governa la compliance. La frammentazione tra ERP, spedizionieri, dogane, porti, banche e assicurazioni genera costi, ritardi e rischio sanzionatorio. L’integrazione di e-CMR, fascicolo doganale digitale e trade finance su infrastruttura blockchain consente di creare una sorgente dati unica, immutabile e condivisa in tempo reale. La blockchain garantisce integrità, non alterabilità, marcatura temporale certa e tracciabilità delle responsabilità, rafforzando il valore probatorio dei documenti e riducendo frodi e contenziosi. La svolta è passare dal documento al dato certificato: una compliance “by design” che tutela il Made in Italy lungo tutto il suo percorso internazionale.
Amministratore Delegato e Co-fondatore
Vincenzi Abramo
Accudire
Zantomio Andrea
Partecipa alla sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
Logistic Manager
Zantomio Andrea
Marcegaglia
Zappella Michele
Partecipa alla sessione Cosa c’è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza (?) dei brand
Procurement & Logistic Senior Manager
Zappella Michele
Dole Italia












